17 settembre 2026 | Rassegna stampa | Tutela del patrimonio culturale: la Soprintendenza Archivistica della Sicilia nell’operazione dei Carabinieri TPC che ha portato al recupero di beni per circa 400mila euro
18 Settembre 2026
Non soltanto reperti archeologici e opere d’arte, ma anche manoscritti, documenti e nuclei di carte: beni che, sottratti al proprio contesto e immessi nel circuito antiquariale, rischiano di perdere, insieme alla loro integrità, una parte essenziale del loro significato storico. La Soprintendenza archivistica della Sicilia ha collaborato con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Palermo nell’ambito della complessa attività investigativa che ha condotto al recupero e al sequestro di un ingente patrimonio culturale, il cui valore complessivo è stato stimato in circa 400.000 euro.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e sviluppata dai Carabinieri del Nucleo TPC a seguito delle denunce presentate nel 2024 da un professionista del settore antiquariale, ha portato all’individuazione di due soggetti indagati in relazione alle ipotesi di furto e ricettazione di beni culturali. Accanto ad anfore di età romana e greco-italica, manufatti di ambito egizio, una testa marmorea di età arcaica e altri reperti archeologici, particolare rilievo assumono i beni bibliografici e archivistici emersi nel corso delle indagini.
Tra questi figurano una raccolta di antichi manoscritti riferibili al Monastero di San Giovanni l’Origlione di Palermo, databili tra il 1554 e il 1655; un editto del Regno delle Due Sicilie del 1835, recante sul verso annotazioni manoscritte e un timbro riferibile al Comune di Avellino; e un consistente corpus documentario identificabile con il carteggio personale della duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella, risalente alla prima metà del Novecento e comprendente documentazione relativa allo Studio del Cavalluccio, opera in passato attribuita a Leonardo da Vinci. La Soprintendenza Archivistica della Sicilia ha assicurato l’analisi tecnico-scientifica di questi materiali documentari, contribuendo alla loro corretta identificazione, alla ricostruzione dei relativi contesti di provenienza e alla valutazione del loro interesse sotto il profilo archivistico e storico.
Un’attività che mostra con particolare chiarezza la specificità della tutela archivistica: il documento non viene considerato soltanto nella sua individualità o nel suo eventuale valore antiquario, ma viene esaminato nelle relazioni che lo legano al soggetto produttore, agli altri documenti del medesimo complesso e alla storia della sua formazione e trasmissione. È proprio la ricostruzione di tali relazioni a consentire di riconoscere, anche all’interno di materiali dispersi, frammenti di archivi e testimonianze documentarie meritevoli di tutela.
«Operazioni come questa mostrano quanto la tutela archivistica sia un’attività viva, esercitata anche al di fuori degli istituti di conservazione e capace di intervenire là dove il patrimonio rischia di essere disperso», dichiara Serena Falletta, Soprintendente archivistico della Sicilia. «Il nostro lavoro scientifico, posto al servizio dell’attività investigativa dei Carabinieri, consente di guardare oltre il singolo documento, riconoscendone il contesto, le relazioni e il valore storico. Desidero sottolineare, in particolare, il lavoro svolto dalle due funzionarie archiviste che hanno seguito il procedimento e condotto l’analisi della documentazione: è attraverso l’analisi puntuale, spesso poco visibile all’esterno, che la competenza archivistica diventa uno strumento concreto di tutela. È nella collaborazione tra professionalità e istituzioni diverse che la protezione del patrimonio culturale diventa realmente efficace».
La Soprintendenza archivistica della Sicilia esprime pertanto il proprio apprezzamento per l’attività svolta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Palermo e per la sempre proficua collaborazione istituzionale che conferma, ancora una volta, quanto la conoscenza scientifica,
l’attività investigativa e l’esercizio delle funzioni di tutela costituiscano strumenti complementari nel contrasto alla dispersione e alla circolazione illecita del patrimonio culturale. ·
Comunicato ufficiale Carabinieri TPC
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Ultima modifica: 18 Settembre 2026
